Bologna Process: il “dietro le quinte” del nostro sistema universitario compie 10 anni.

Alla base dell’attuale sistema universitario basato sul “3+2”, c’è un processo internazionale di convergenza delle riforme universitarie chiamato Processo di Bologna. L’Europa della conoscenzaè diventato obiettivo primario dell’Unione Europea nei Consigli degli ultimi dieci anni, ma esempi di cooperazione culturale nel campo dell’istruzione da parte di Paesi europei possiamo ritrovarli già nella storia antica. La novità dei nuovi programmi di cooperazione è la multilateralità, infatti prima esistevano soltanto programmi bilaterali tra due Stati o due Università. Il 25 maggio del 1998 Luigi Berlinguer firmò la Dichiarazione della Sorbona insieme ai ministri dell’istruzione di Francia, Germania eRegno Unito, primo passo verso il moderno sistema universitario, che gettò le basi peril percorso in due cicli principali, la mobilità internazionale, il sistema dei credici ECTS e per lo Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore (SEIS). Le conclusioni della Dichiarazione invitavano gli altri Stati a partecipare alla formazione di questo Spazio. Nel 1999, 26 Paesi raccolsero l’invito e con la sottoscrizione della Dichiarazione di Bologna si dava inizio al Processo che si poneva per obiettivo principale la costituzione dello SEIS entro il 2010 per consentire una facile mobilità tra gli Stati aderenti. Inoltre si è lavorato su un effetto “esterno” delle riforme come aumento della capacità di attrazione dell’istruzione europea nei confronti dei Paesi extra-europei e l’offerta di una base di conoscenze di alta qualità per assicurare ai cittadini europei competitività nei mercati stranieri.

È importante sottolineare che i Trattati del processo di Bologna non hanno un carattere vincolante, cioè rimane a discrezione di ogni Stato, con le proprie strutture nazionali, il recepimento delle indicazioni internazionali.

I Ministri dell’Istruzione dei paesi partecipanti si incontrano ogni due anni per valutare i risultati raggiunti, formulare ulteriori indicazioni e stabilire le priorità per il biennio successivo. Riuniti a Lovanio, nel 2009 hanno preso atto dei risultati ottenuti dal Processo di Bologna e stabilito le priorità dello SEIS per il futuro. La prossima riunione è stata fissata per il 26-27 aprile 2012 a Bucarest.

Cosa è stato fatto finora (fonte: Focus on Higher Education in Europe 2010: The Impact of the Bologna ProcessEACEA P9 Eurydice)

lStruttura in tre cicli: è in teoria completamente attuata tranne che per i corsi in medicina, architettura e ingegneria. La struttura in due cicli di 180 + 120 crediti ECTS (3+2 anni) è predominante in 17 Paesi e in altri 22 è stato applicato(voto 7);

lSistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti (ECTS): adottato in quasi tutti i Paesi, sul piano formale, la velocità di sviluppo del sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti è stata incredibile (voto 9);

lSupplemento al diploma: questo stumento non è stato reso obbligatorio in tutti i Paesi e dove è stato fatto non è sfruttato a pieno (voto 5);

lQuadri nazionali delle qualifiche (EQF): pochi paesi hanno un EQF operativo al 2010 (molti prevedono di realizzarlo entro il 2012), ma i progressi registrati in questo ambito sonosignificativi (voto 7,5);

lMobilità e la portabilità degli aiuti economici per gli studenti è difficilmente valutabile per mancanza di dati. Quel che è sicuro è che i programmi di mobilità sono poco conosciuti (voto 6 politico).